L'oste che conosce il vino e le persone

Alessandro

Alessandro non sceglie il vino per riempire uno scaffale. Lo cerca, lo assaggia, vuole capire chi lo produce e perché vale la pena farlo provare a qualcuno. È questo il suo modo di portare avanti l'enoteca di famiglia a San Martino: con esperienza, curiosità e la voglia di far bere bene chi entra.

Per molti eugubini è semplicemente “Nela”Un soprannome che gli è rimasto da bambino e che in enoteca conoscono tutti.

Alessandro Fecchi dietro il bancone dell'Enoteca di Gubbio
Attestato di Maestro del Commercio conferito a Guerrino Fecchi, padre di Alessandro, nel 2000

01 · Le radici

Un mestiere che viene da lontano.

Prima di Alessandro, dietro quel bancone c'era suo padre Guerrino. Il locale esiste dal 1984 e, con la licenza di somministrazione arrivata nel 1999, è diventato nel tempo un punto di riferimento per chi voleva fermarsi a bere un bicchiere a San Martino. L'attestato di Maestro del Commercio, assegnato a Guerrino nel 2000, è ancora appeso in enoteca: non è un oggetto decorativo, ma la testimonianza di un modo serio e umano di fare questo mestiere.

Alessandro Fecchi con alcuni clienti al bancone dell'enoteca

02 · L'esperienza

Prima il giro d'Italia, poi il ritorno a Gubbio.

Alessandro nasce a Gubbio, ma cresce a Ostia. È lì che comincia a lavorare nei locali e nella ristorazione, prima di fare stagioni ed esperienze in diverse parti d'Italia. Ha visto sale, cucine, clienti e ritmi molto diversi da quelli di una sola città. Quando è tornato a Gubbio, ha portato con sé quell'esperienza: attenzione all'accoglienza, capacità di leggere le persone e l'idea che un servizio fatto bene non possa essere uguale per tutti.

Scaffali con bottiglie e ceramiche di Gubbio all'interno dell'enoteca

03 · La ricerca del vino

Conoscere i produttori, continuare a cercare.

Oggi Alessandro segue da vicino il mondo del vino, con un'attenzione particolare ai produttori umbri e alle realtà italiane che lavorano bene. Va a Vinitaly, incontra aziende, assaggia e torna sui vini nel tempo. Non cerca l'etichetta da esibire: cerca bottiglie che abbiano identità, equilibrio e un prezzo coerente.

Per questo il consiglio al bancone non è mai automatico. Un vino può essere quello giusto per un aperitivo, per un panino, per un regalo o per una serata importante. Prima di proporlo, Alessandro chiede, ascolta e poi suggerisce.

Alessandro Fecchi con alcuni clienti del posto al bancone dell'enoteca

04 · Il suo posto a Gubbio

Un calice per gli eugubini. Un incontro vero per chi arriva da fuori.

Da anni l'enoteca resta il punto di ritrovo di chi vive il quartiere. Ma è anche uno di quei posti che molti viaggiatori scoprono per caso e ricordano. Qui non si viene soltanto a ordinare: si parla di vino, di Gubbio, di quello che si è visto durante la giornata e di quello che vale la pena fare domani.

“Tappa obbligatoria per chi passa da Gubbio: l'Oste Alessandro è cordiale, preparato, accogliente e disponibile. Vi farà capire che la felicità è determinata da un panino e da un bicchiere di vino.” — Michele, recensione Google

05 · Visto da chi è passato di qui

Il tipo di posto in cui si torna.

Ci sono luoghi che visiti una volta sola, luoghi in cui torni e luoghi in cui, dopo tre sere, inizi a sospettare che tutti, tranne te, siano seduti esattamente sulla stessa sedia da almeno vent'anni.

L'Enoteca di Gubbio appartiene senza dubbio alla terza categoria.

Abbiamo trascorso qui diverse serate giocando a briscola e assaggiando lentamente i meravigliosi vini consigliati da Alessandro. Intorno a noi, quasi ogni sera, c'erano gli stessi volti del posto: sorridevano, parlavano, discutevano, scherzavano, ogni tanto condividevano con noi i loro salumi e occupavano quelle che sembravano essere le loro sedie assegnate da sempre. Un signore, se abbiamo capito bene, lavora nel negozio accanto, il che rende il suo tragitto quotidiano verso l'Enoteca invidiabilmente breve.

Questa è forse la cosa migliore che si possa dire di un'enoteca: gli abitanti del posto non si limitano a consigliarla. Sembra quasi che ci abitino.

E poi c'è Alessandro.

Prima di lasciare Gubbio, abbiamo deciso di comprare del vino da portare in Polonia. Tre bottiglie: non perché tre ci sembrassero sufficienti, ma perché quello era il deprimente limite imposto dal nostro bagaglio imbarcato.

Abbiamo chiesto ad Alessandro qualcosa di simile a un Verdicchio che avevamo apprezzato in un ristorante vicino. Non aveva proprio quel vino. Per un momento è sembrato sinceramente dispiaciuto; poi ha cercato online una descrizione dettagliata del vino, l'ha studiata e ha iniziato a mostrarci alcune possibili alternative.

Erano migliori dell'originale.

Ed è questa, suppongo, la differenza tra chi vende vino e chi capisce che cosa ti è piaciuto davvero di un vino.

Siamo venuti all'Enoteca di Gubbio per bere un bicchiere. Siamo tornati per Alessandro, per la briscola, per i volti ormai familiari, per le conversazioni che per la maggior parte non riuscivamo a capire, per i salumi generosamente condivisi al tavolo e per quel particolare piacere di essere visitatori di passaggio in un luogo dove quasi tutti gli altri sembrano essere di casa da sempre.

Tre bottiglie sono tornate con noi in Polonia.

Avremmo voluto riuscire a mettere in valigia anche l'Enoteca.

— Wojciech Rafat, recensione Google

Vieni a conoscerlo

Il consiglio migliore è quello dato davanti a un bicchiere.

Passa in enoteca, racconta cosa ti piace e lascia che Alessandro ti faccia conoscere qualcosa di buono.

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